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Isola in cucina: quanto spazio serve e quando conviene

Di admin ·

Cucina bianca con isola e sgabelli (immagine di repertorio)

L’isola è la richiesta più frequente quando si progetta una cucina nuova: diventa piano di lavoro, tavolo per la colazione e punto d’incontro della casa. Ma funziona solo se intorno c’è abbastanza spazio per muoversi.

Le misure da rispettare

Le linee guida di progettazione della National Kitchen & Bath Association (NKBA), tra i riferimenti più usati dai progettisti, indicano:

  • almeno 107 cm (42 pollici) di passaggio di lavoro, se in cucina lavora una persona;
  • almeno 122 cm (48 pollici), se si cucina in due o più;
  • almeno 91 cm (36 pollici) per un semplice passaggio, dove non si lavora.

Queste distanze si misurano tra il bordo dell’isola e il bordo dei mobili di fronte, non tra le pareti.

Quando l’isola non è la scelta giusta

Se lo spazio non basta, un’isola sacrificata diventa un ostacolo: ante che non si aprono del tutto, passaggi stretti, sgabelli che intralciano. In questi casi una penisola collegata alla parete o una cucina lineare con un bel tavolo spesso offrono lo stesso piano d’appoggio con più libertà di movimento.

Cosa decidere prima

  • Cosa ospiterà: solo piano di lavoro, il lavello o il piano cottura (che richiedono scarichi, alimentazione e una cappa adatta).
  • Chi ci si siede: se l’isola fa anche da tavolo, serve uno sbalzo per le gambe e lo spazio per gli sgabelli.
  • La luce: lampade a sospensione sopra l’isola illuminano il piano e disegnano lo spazio.

In showroom

Nello showroom di via Colonne trovi cucine con isola di Snaidero e Marchi Cucine. Porta le misure della stanza: l’interior designer imposta il progetto e ti mostra il risultato in render prima di scegliere.

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